
È iniziata ieri sera, 20 febbraio, a Brindisi la Peregrinatio Crucis 2026, promossa dal Servizio per la Pastorale Giovanile della nostra Arcidiocesi. È stato scelto come tema: “Non da soli, c’è sempre una mano che ti rialza”. La Peregrinatio nasce da un’intuizione semplice e potente: nessuno attraversa la propria croce da solo. In un tempo in cui tanti ragazzi vivono solitudine, ansia, fragilità e domande profonde, questo percorso vuole essere uno spazio vero di ascolto, silenzio e condivisione.
Non un incontro “da assistere”, ma un’esperienza da vivere. Non una lezione, ma una sosta. Non una risposta pronta, ma una presenza.
L’incontro si è aperto nel silenzio, con i ragazzi seduti in cerchio in un clima semplice e raccolto. Dopo un’introduzione che ha invitato ciascuno a fermarsi e ad ascoltare, sono entrati nel cuore dell’esperienza attraverso l’ascolto di “Credo negli esseri umani” di Marco Mengoni. È stato proclamato il Vangelo di Luca (8,40-56). Tre storie si intrecciano: una donna che soffre da anni, una ragazza che sembra perduta, un padre disperato. Gesù entra proprio lì dove la vita sembra spegnersi e pronuncia parole che attraversano il tempo: “Non temere”.
Le testimonianze a seguire hanno raccontato di croci concrete. “Sono Daniele Buongiorno, ho 28 anni e son sposato con Marta da un anno e mezzo. Attraverso il Cammino di fede, Neocatecumenale, Dio mi sta donando la grazia di vedere chi sono e di riscoprire gradualmente il mio Battesimo. Sono il terzo dei cinque misteri piombati nella vita dei miei genitori, ma il quinto fratello, Paolo, è il dono più bello che il Signore potesse fare alla nostra famiglia. Paolo, affetto da Trisomia 21, ci ha uniti, ci ha ridimensionati a guardare a Cristo tutti i giorni, mio padre lo chiama Dito della Mano di Dio.
Dopo esser rientrato a Brindisi, dalla Francia, il Signore mi ha fatto dono di potermi riconciliare con la mia storia e chiedere perdono ai miei genitori; e riscoprire il dialogo in famiglia.
Il 12 gennaio 2024 improvvisamente mio padre Domenico si è accasciato e dopo 3 giorni di coma, è rinato al Cielo. In questo tempo la comunità ci è stata vicina anche tramite la preghiera e abbiam vissuto questa morte realmente in un passaggio alla Vita Eterna; ed ora papà Domenico prega e intercede per noi, e Dio sta compiendo molte meraviglie e un’opera di salvezza con le nostre vite”.
“Sono Stefania Rescio ho 50 anni e sono mamma di Antonio un bambino autistico di 12 anni – ha aggiunto – sentirsi sola e impotente è più faticoso del dolore stesso. Ho cercato aiuto, l’ho cercato in Gesù Cristo e mi sono rialzata… non mi sento più sola e aiuto altre mamme a rialzarsi e a non essere più sole!” Storie vere che ricordano una verità semplice: nessuno si salva da solo.
Nel secondo momento, la Croce è stata posta al centro. I ragazzi hanno potuto scrivere su un foglietto le loro fatiche e le hanno deposte ai piedi della croce. Con i canti “Re dei Re” e “Abbracciami”, il gesto finale è divenuto condivisione: ciascuno ha preso un foglietto a caso e ha scelto di portare nel cuore la croce di un altro.
La Peregrinatio Crucis non offre soluzioni facili, ma una certezza: quando tutto pesa, c’è sempre una mano che ti rialza. Quella mano è di Cristo e del fratello che cammina accanto a te. Lo ha richiamato anche il nostro Vescovo Giovanni partendo dal tema: “Non sei solo”. “Se leggiamo – ha detto l’Arcivescovo – i primi capitolo del Genesi, vediamo che la prima cosa che Dio reputa male non è il peccato ma che l’uomo sia solo (“Non è bene che l’uomo sia solo” Genesi 2,18)”. Ha messo in luce, inoltre, il fatto che la Croce non è portata da soli, ecco la figura di Simone di Cirene. “Ci sono delle situazioni in cui la solitudine è scelta, ed altri casi in cui la solitudine si subisce”, tramite l’esclusione dalla società, si viene emarginati. “Noi che vediamo queste situazioni nel nostro quotidiano”, da cristiani siamo chiamati a fare attenzione, intervenendo e cercando di vivere in comunione con gli altri.
I prossimi appuntamenti il 27 febbraio a Mesagne, il 6 marzo a San Vito dei Normanni, l’11 marzo nel Salento, il 13 marzo a Locorotondo e l’ultima il 20 marzo ad Ostuni.
Foto di Daniele Buongiorno

