La cripta di Santa Lucia tra tradizione e innovazione

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Gli affreschi della cripta inferiore della chiesa di Santa Lucia riprodotti con alta tecnologia e spiegati con alta professionalità

19 Giugno 2015, ore 19,00

Chiesa di Santa Lucia, Brindisi

Saluti:

  • Mons. Domenico Caliandro, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni
  • Ing. Lucio Colizzi, direttore divisione ingegneria informatica CETMA
  • Arch. Francesco Canestrini, Soprintendente per ii Beni architettonici e paesaggistici per le province di Lecce-Brindisi-Taranto

Interventi di:

  • Prof.ssa Grazia Marina Falla Castelfranchi, docente di Storia dell’Arte Medievale Università del Salento
  • Dott. Italo Spada, Responsabile Area Virtual, Augmented Reality and Multimedia, CETMA

Conclusioni:

  • Dott.ssa Katiuscia di Rocco, Direttrice Fondazione Biblioteca Pubblica Arcivescovile “De Leo”

DUNE Corner

Sarà allestito, all’interno della Chiesa di Santa Lucia un corner in cui i partecipanti potranno fruire della navigazione in modalità 3D e RealTime della Cripta di Santa Lucia.

 

“Sotto dell’antica Chiesa della Trinità, esiste in forma di cripta un’altro antichissimo Tempietto che era dedicato a San Nicola Vescovo di Mira, e del quale pochissimi abitanti avevano qualche conoscenza per essendo un monumento di antichità degno di attenzione” (Giovanni Tarantini).

In origine doveva esservi annesso un monastero femminile, probabilmente di penitenti di cui si ha notizia in una pergamena del 1248, conservata presso la Biblioteca Pubblica Arcivescovile “A. De Leo” di Brindisi. Gli affreschi presenti sulle pareti della cripta inferiore sono risalenti al XIII e XIV secolo, tra questi assumono particolare importanza quelli di San Nicola raffigurato secondo la consueta iconografia, di San Pietro Apostolo a figura intera su fondo blu scuro, nella mano sinistra regge le chiavi e con la destra solleva benedicente alla greca e della Vergine Kyriotissa ossia della Madre di Dio in maestà, raffigurata in una cornice rossa su sfondo a fasce gialle e blu. Siede su un trono reggendo il Bambino sulle ginocchia. Nell’adiacente nicchia è la Maddalena mirrofora, dalla lunga capigliatura a ciocche, attribuibile all’autore della Santa orante che è a destra della nicchia stessa. “Si dovrà convenire quindi che sia un monumento di non piccolo interesse per l’Archeologia Cristiana e per la Storia delle Belle Arti” (Giovanni Tarantini).

 

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