Omelia dell’Arcivescovo nelle Esequie della madre

Si sono svolti ieri mattina nella Cattedrale di Brindisi le esequie della sig.ra Caterina Leggieri vedova Caliandro, madre del nostro vescovo Domenico, deceduta mercoledì scorso, 09.09.2020, all’età di quasi 96 anni, nell’episcopio di Brindisi dove viveva in modo discreto insieme al figlio.

La celebrazione esequiale, per desiderio della famiglia, è stata molto sobria e raccolta.

Erano presenti i familiari, alcuni altri congiunti e le suore di piazza Duomo.
Hanno concelebrato mons.G.Satriano, mons. E.Pisanello e, in rappresentanza del clero, i vicari episcopali e quelli delle varie zone pastorali.
L’Arcivescovo, essendo molto commosso, ha chiesto al segretario personale di leggere il testo dell’omelia che aveva preparato.

La pubblichiamo come profilo di una madre cristiana e come testimonianza di affetto filiale del figlio, nostro vescovo.

A lui rinnoviamo le condoglianze dell’intera diocesi.

d.Fabio Ciollaro

vicario generale

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OMELIA DI MONS. DOMENICO CALIANDRO
PER LA SANTA MESSA ESEQUIALE DELLA MADRE CATERINA

O Signore, quanto abbiamo bisogno della Parola che consola il nostro cuore e dona forza alla nostra fede!
Tu sei l’amore che non ci abbandona mai, Tu sei più forte della morte.
Noi crediamo, io credo che Tu sei la risurrezione e la vita; ci hai dato il tuo Corpo, la tua vita per rendere immortale la nostra. Noi ci aggrappiamo a questo “Pane” e a questo amore.

Se guardiamo alla vita della mamma dal punto di vista esteriore, la troviamo ben descritta dalla donna del libro dei Proverbi (31, 10-31): forte, operosa, tenace, piena di virtù, che sa spendersi per aiutare, per servire, per donare gioia e per chinarsi verso i poveri.
Ha saputo stare accanto a papà con dignità, completandolo nel lavoro e nell’educazione dei figli.
Ora sono certo che il Signore li ha fatti nuovamente incontrare.
Se guardiamo alla vita di mamma dal punto di vista interiore, nel cuore, scopriamo la tenerezza dell’amore, il suo divenire nutrimento della coscienza e della dignità di tutti noi: per i figli e per gli amici la sua vita è diventata “pane”.
Questa coscienza della dignità ha saputo formare in noi ciò che ci porta a mettere la faccia con sincerità e verità nelle relazioni e ad essere fermi nel bene.
Ci ha insegnato lo spirito di sacrificio nel lavoro anche attraverso le tribolazioni, senza mai sottrarci agli impegni presi.
Ci ha dato l’esempio della puntualità per rispetto degli altri.
Ci ha infuso nel cuore l’amore di Dio fin da bambini: ci ha insegnato il catechismo per la comunione e per la cresima.
Il suo amore alla Madonna del Carmine era commovente, era bello vederla recitare il Rosario.
Ha saputo seguire i matrimoni delle sue figlie con discrezione e con efficacia e con una continua preghiera.
Mi è stata accanto in questi cinquant’anni di sacerdozio, di cui ventotto di episcopato, nel nascondimento, condividendo fatiche e gioie, sofferenze e incomprensioni, infondendo forza e coraggio e uno spirito di profonda fede.
Padre santo, dalle tue mani l’abbiamo ricevuta, al tuo Amore la consegniamo: siamo certi che ce la conserverai nella tua casa per la festa senza tramonto.