Messaggio dell’arcivescovo per l’Avvento e il S. Natale 2017

Amati figli,

Il tema di quest’anno pastorale pone al centro della nostra riflessione l’educazione come esigenza che raccorda famiglia, giovani e Chiesa. In questo tempo di Avvento e di Natale concentriamoci allora sull’esempio educativo offerto dalla S. Famiglia di Nazareth. Nel Vangelo secondo Luca leggiamo il rapporto che lega ai suoi genitori Gesù, che «venne a Nazareth e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini» (Lc 1, 51-52). Nessun membro della S. Famiglia ha improvvisato il suo ruolo; Maria e Giuseppe hanno accolto con timore il dono del Verbo incarnato, lo hanno custodito con riserbo e lo hanno educato, gradualmente consapevoli della missione che lo attendeva. Ugualmente Gesù è stato rispettoso nei confronti dei genitori, ha appreso un mestiere da Giuseppe, ha obbedito a Maria, ha memorizzato i precetti della Legge e ha accettato di vivere nella povertà, mettendo sempre come priorità la volontà del Padre (cf. Lc 1, 49). L’affermazione di Gesù: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica» (Lc 8, 21) può aver ferito il cuore di Maria, ma al contempo le avrà dato soddisfazione, perché sancisce la libertà interiore di Gesù e il successo dell’educazione impartita dai suoi genitori: le relazioni familiari sono il trampolino di lancio per ogni altro sano legame, sia con gli uomini che con Dio. Il tempo di Avvento ci invita a saper attendere il Signore; ugualmente l’educazione richiede attesa. Oggi regna la mentalità del consumismo, contrassegnata dall’avere subito, senza saper attendere e faticare; è più semplice sostituire che riparare un oggetto e queste modalità si stanno insinuando anche nei rapporti umani e familiari. Come Maria, educhiamoci al silenzio e al saper attendere; non affrettiamoci a chiudere una relazione, ma apriamoci alle esigenze dell’altro, anche nei legami più stretti, come quelli verso i parrocchiani, il coniuge o i figli, verso i quali nutriamo sempre grandi attese, ma ai quali va innanzitutto data la facoltà di saper scegliere con libertà di coscienza. Il vero amore non rende schiavi, ma permette che ognuno realizzi la sua strada, secondo la volontà di Dio. Per dare qualità alle relazioni umane, è necessario per il cristiano imitare Maria e meditare sugli eventi che accadono e sui pensieri che affollano la mente, affinché il cuore non sia appesantito o diviso tra le preoccupazioni, ma venga corroborato, per poter scegliere con libertà il meglio, dando ascolto a tutto ciò che dimora nell’animo, senza trascurare nessun aspetto della propria persona, ma dando armonia a tutto l’essere. Gesù ha detto: «Ogni albero si riconosce dal suo frutto» (Lc 6, 44); auguro a tutti voi, impegnati in famiglia, in parrocchia, nel lavoro e a voi tutti uomini di fede, di godere che un vostro figlio o un giovane a voi affidato possano incarnare – ognuno con i tempi che solo Dio conosce – l’amore per il Signore e per la comunità umana, anche grazie agli insegnamenti, alla testimonianza e alla preghiera silenziosa e sofferta, che avrete presentato al Padre.

Buon cammino di Avvento e S. Natale

+Domenico Caliandro

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