50 anni di internet: i nodi che ci tengono uniti

“Come ritrovare la vera identità comunitaria nella consapevolezza della responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri anche nella rete online?”. Nel messaggio per la 53ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Papa Francesco offre una risposta a partire dalla metafora del corpo e delle membra, che “San Paolo usa per parlare della relazione di reciprocità tra le persone”. È una riflessione che ritorna nella sua attualità all’indomani del 50° anniversario della nascita di Internet (29 ottobre 1969). Si parlava del primo nodo che legava e teneva insieme i “fili” di una rete tessuta tra due centri di ricerca californiani a 500 km di distanza l’uno dall’altro. Dopo 50 anni, piace pensare che i tanti nodi nati da quel primo esperimento siano i volti delle persone che tengono insieme le trame della rete. È l’immagine più bella, probabilmente, che rimanda alle sorgenti della comunità. E che, allo stesso tempo, permette di riflettere sui tanti non-senso dell’attuale società mediatica. Uno su tutti: la perdita dell’identità. Ci si rifugia nell’anonimato proprio perché si è persa quella capacità di sentirsi partecipi di un progetto comune, di un bene comune. In un’ultima analisi, di com-passione verso l’altro.




Procedure selezione Bando Servizio Civile 2020

Bando 2019 per il Servizio Civile Universale

procedure selezione servizio civile caritas

 




Percorso di accompagnamento per coppie ferite




Social network: progettare e non improvvisare

Le notizie di cronaca di questi giorni ripropongono, ancora una volta, le modalità d’uso dei social network. La questione, certo, apre a una serie d’interrogativi: e l’auto-espressività? Perché comprimere la libertà in schemi prefissati? Il punto nodale, però, sta nella necessità di un’opera da recuperare – l’educazione – per una progettualità che non va più lasciata all’improvvisazione.

Ben venga, quindi, l’impegno delle nostre Chiese locali – come riportato dall’ultimo “Portaparola” di Avvenire (22 ottobre) – per una comprensione attenta e profonda di linguaggi che magari non sono i nostri e, forse, non lo saranno mai. La formazione a qualcosa che non si conosce non coincide con la ricerca e l’utilizzo di nuovi codici interpretativi o di espressioni linguistiche più in voga. Non è l’applicazione di hashtag particolari per entrare nei trend topic delle vite altrui. Non è neppure una semplice operazione culturale. Si tratta, invece, di una scelta di campo che presuppone il raccordo tra il comunicare, il pensare e il vivere ciò che si comunica.

(Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale Comunicazioni Sociali)




Weekend fidanzati 2020

La nostra diocesi propone a tutti i giovani che si preparano a celebrare il sacramento del matrimonio l’esperienza del week end: un percorso residenziale di due giorni intensi (dal venerdì pomeriggio alla domenica sera) che offre un’occasione importante per fare il punto sul proprio cammino di coppia e confrontarsi con la proposta cristiana per il proprio futuro, offrendo la possibilità di prendere coscienza che essere coppia cristiana significa fare delle scelte condivise e responsabili nella società e nella Chiesa. Il weekend fidanzati è dunque una preparazione che offre dei punti di riferimento per indicare ai fidanzati la strada di un amore incondizionato, di un impegno per la vita.

Breve storia

Iniziato in modo sperimentale nel 2016 su richiesta dell’arcivescovo, il week end ha assunto una struttura molto più precisa nel 2017. Grazie al contributo dei parroci della vicaria di S. Vito, che hanno creduto nell’iniziativa, nel 2017 si sono tenuti due week end a Ostuni con circa 40 coppie di fidanzati partecipanti. I risultati positivi ed incoraggianti hanno spinto ad aumentare il numero dei week end ed a migliorare alcuni aspetti: nel 2018 si sono tenuti 5 week end e vi hanno preso parte circa 92 coppie di fidanzati provenienti anche da Brindisi, da Mesagne e da alcuni paesi del
Salento. Nel 2019 si sono tenuti sei week end con più di cento coppie partecipanti.
L’entusiasmo delle coppie dei fidanzati partecipanti e la determinazione dell’arcivescovo hanno spinto a estendere l’invito a tutti fidanzati della diocesi.

Quest’anno ci sono in calendario 6 week end, di cui uno ad ottobre 2020
Dove?
Gli incontri residenziali in preparazione al matrimonio si terranno, anche quest’anno, presso il Centro di spiritualità “Madonna della Nova” (Ostuni).
Quando?
7-8-9 febbraio 2020

21-22-23 febbraio 2020

13-14-15 marzo 2020

20-21-22 marzo 2020

8-9-10 maggio 2020

9-10-11 ottobre 2020

Informazioni aggiuntive
Ogni coppia partecipante può scegliere la data del week end che ritiene opportuno. I parroci, se vogliono che le coppie della propria parrocchia partecipino in gruppo, devono fare per tempo le iscrizioni.
Ogni week end avrà un minimo di 12 ed un massimo di 20 coppie di fidanzati partecipanti. In mancanza del numero minimo di partecipanti il week end sarà annullato, per cui si raccomanda di far pervenire almeno 20 giorni prima le iscrizioni.
Si terranno presenti le date di iscrizione per la priorità di partecipazione.

Puoi scaricare qui Le schede di iscrizioni e le Indicazioni pratiche.

Per maggiori informazioni contattare direttamente don Angelo Amico (349 5434134) collaboratore dell’Ufficio Diocesano di Pastorale familiare.

 




Itinerari catechistici 2019/2020

preghiera incontri vicariali

itinerario genitori

itinerario sarete miei testimoni

itinerario venite con me

itinerario io sono con voi

itinerario vi ho chiamati amici




On line in anteprima i sussidi per l’anno pastorale 2019/2020

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Sospensione udienze

Si comunica che lunedì 30 settembre le udienze con l’Arcivescovo saranno solo dalle 9 alle 10 e verranno anche sospese dal 7 al 9 ottobre.




Un tesoro in vasi di creta

Inizia oggi la Missione Giovani 2019 con una liturgia della Parola presieduta dall’Arcivescovo Domenico Caliandro.
La cattedrale, pienissima, vibra con i canti del coro giovanile diocesano unito alla voce di 93 seminaristi.

Continuano le vibrazioni quando due detenuti nella Casa Circondariale di Brindisi offrono la loro testimonianza di faticosa redenzione attraverso il lavoro della creta e la realizzazione delle croci che i seminaristi indosseranno nel corso di questa settimana

L’Arcivescovo accoglie i giovani seminaristi commentando l’episodio evangelico del giovane ricco, grato al Signore che ancora offre doni alla sua Chiesa. Matteo Farina è presentato come modello di “infiltrato” tra i giovani per questa missione. Raccomandando di raccontare ai ragazzi la propria conversione e il personale contatto con Dio.

Il mandato missionario culmina con la benedizione ai seminaristi e la consegna della croce. 




Intervento dell’Arcivescovo nell’Assemblea degli Operatori Pastorali del 20 settembre 2019

“La chiesa grembo dello Spirito che genera alla vita i figli”

Chiamarvi amati figli non è formalità ma piena convinzione dopo sette anni di servizio insieme a voi. Senza voi non saremmo chiesa, perché essa è casa!

  • Quando un campo diventa sterile perché non più coltivato, iniziano a proliferare le erbacce. Quindi il contadino inizia a dissodare in profondità.
  • Poi sceglie i semi con la trebbia, separando la semente col setaccio. Solo quella buona deve essere messa nel terreno. Dove prendiamo i semi? Dai santi! Per essere potenza che germina deve prendere sangue e carne di una persona! Ci sono persone che riscoprono la Parola danno seme buono.
  • Alcune comunità sembrano stanche perché hanno smarrito la capacità di generare. Occorre andare all’origine della nostra chiamata per riscoprire la passione.

La generatività perché ci siamo accorti che la Chiesa fa fatica a creare nuovi cristiani. Abbiamo messo Dio in secondo piano. Prima la stessa società era cristiana e bastava poco. Oggi non è più così. La fede è una cosa secondaria. Cosa ci ha resi sterili? Tra la generazione alla vita umana e la generazione alla gita di fede esiste una profonda analogia (Semeraro, “Per una pastorale generativa”). Occorre andare alla radice delle relazioni: per generare occorre essere almeno in due! Fisiologicamente siamo fatti a metà, siamo archi che cercano l’altra parte, siamo cercatori di Dio. Ma occorre passare dalla ricerca all’incontro, dall’innamoramento all’amore. Nel cammino però occorre tornare spesso a questo incontro per rifondare il cammino ordinario. Perché le scelte di ogni giorno siano fondate sulla relazione di ciascuno con Gesù.

Questa scelta passa attraverso la comunità, di tutti noi che abbiamo scelto di unirci a Dio.

La Chiesa diventa lo spazio dove ciascuno racconta come ha incontrato Cristo.

La parabola del Padre Misericordioso offre alcuni spunti interessanti per questo discorso attraverso tre parole:volto-cuore-casa.

Il volto è quello del Padre che attende il figlio minore, un volto che da la dignità ad ogni figlio. La fede stimola a cercare in ogni volto quello stesso di Dio.

Il cuore è la misericordia che restituisce ogni cosa al figlio, un cuore che dona e che si dona.

La casa è il luogo dove chiunque si sente accolto e dove ciascuno ha il proprio posto. Se la chiesa diventa casa, il cuore è lo spazio di Dio dove si incontra il suo volto, torneremo ad essere generativi!