Un’altezza impegnativa

Domenica 24 gennaio si celebrerà, per la seconda volta, la Domenica della Parola di Dio. Il tema del – “Tenete alta la Parola di Vita!” (Fil 2,16) – indica un impegno per tutti i cristiani e coinvolge, in qualche modo, anche gli operatori della comunicazione. Quest’anno, infatti, c’è una felice coincidenza tra la domenica dedicata alla Parola e la festa dei giornalisti, nella memoria di san Francesco di Sales, giorno in cui tradizionalmente viene pubblicato il messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Tenere alta la Parola di Vita” è una modalità di comunicare, rispettosa e accogliente. Significa entrare nelle pieghe della storia di ciascuno con il passo lieve di chi sa farsi compagno di viaggio. E qui si apre il grande capitolo del linguaggio e delle parole. L’altezza bilancia la conoscenza e apre all’umanità. Comunicare, in fondo, è mettere in comune.

 

Vincenzo Corrado

Direttore UCS CEI




Contest fotografico #guardosenzafiltri

Il Serra Club propone un contest fotografico *aperto a tutte le età* per raccontare un’emozione o un sentimento di speranza in tempo di pandemia.

Tema di questa prima edizione è  “L’altro oltre la paura”. “La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi”.
Il Contest è finalizzato a promuovere la cultura dell’incontro contro ogni forma di isolamento. “In questo tempo di pandemia, abbiamo cominciato a diffidare di chi ci è accanto e contro ogni nostro più innato istinto di essere sociali, ci stiamo accorgendo che nessuno appartiene più  a nessuno, poiché temiamo anche un caloroso saluto o diffidiamo di un semplice accostarsi ad un amico. Viviamo nel cospetto che l’altro-da-me   – chiunque esso sia -, col suo stare nella nostra vita, possa nuocere alla nostra salute”.
Diffondete, invitate a partecipare e, perché no, partecipate anche voi!

 

qui il regolamento completo




Lutto per il nostro presbiterio

In memoria di don Pietro Sacco

Presso il “Focolare” di Ostuni,  dove aveva trovato confortevole assistenza in questi ultimi anni, è deceduto serenamente questa mattina il sacerdote sanvitese don Pietro Sacco.  A marzo prossimo avrebbe compiuto 96 anni.  La salma è composta presso la cappella del Focolare in contrada Monte Sarago.  Domani mattina alle ore 9 verrà portata nella “chiesa vecchia a S.Vito dove sosterà fino al pomeriggio. Alle ore 16 l’Arcivescovo presiederà i funerali nella chiesa madre, con le cautele necessarie in questo periodo.

Don Pietro, che  si compiaceva di chiamarsi anche Immacolato, in onore della Madonna,  fu ordinato sacerdote il 19 luglio 1953. Per diverse ragioni non gli era stato possibile  compiere studi regolari, ma la bontà dell’arciprete Passante gli ottenne fiducia da parte dei superiori e lo sostenne nei suoi primi semplici impegni pastorali di collaboratore  in chiesa madre, ossia la visita agli ammalati e la diffusione della “buona stampa”.  In seguito, sempre a S.Vito, fu cappellano al cimitero e poi tra gli anziani della “Casa Serena”. Infine, per un lungo periodo, ha celebrato quotidianamente nella chiesa di S.Maria degli Angeli  in mezzo al corso. Fortemente cecuziente, nello svolgimento del suo ministero sacerdotale è stato comprensibilmente condizionato da tale limitazione.  Inoltre, riconosceva con sincerità  alcuni aspetti del suo carattere e sorridendo dava ragione a un santo conosciuto da giovane a Verona –  san Giovanni Calabria – che lo aveva esortato a non accettare mai compiti di  particolare responsabilità. Tuttavia, cercava altre forme in cui esprimere il suo zelo per le anime, ad esempio stava seduto per ore nel confessionale in attesa di penitenti oppure seguiva  i Cursillos di cristianità, oppure sollecitava le famiglie ad ospitare cenacoli di preghiera ai quali si dedicava ben volentieri.

Apprezzava tanto i momenti di fraternità nel presbiterio,  non mancava mai ai ritiri spirituali del clero e ci teneva a partecipare ai vari incontri.  I suoi vibranti interventi sui problemi  pastorali o sociali avevano sempre un timbro particolare, a volte richiamavano l’attenzione su aspetti sottaciuti o non considerati. Interveniva frequentemente anche in vari programmi di radio cattoliche,  che gli facevano compagnia in diverse ore della giornata. Molto parsimonioso nel suo personale tenore di vita, è stato per tempo largamente generoso verso le Missioni.  

Brindisi, 12.01.2021

Il Vicario generale  d.Fabio Ciollaro




Settimana Teologica 2021

Carissimi,
ci prepariamo a vivere anche quest’anno l’esperienza formativa della Settimana Teologica Diocesana.
Le disposizioni dell’ultimo DPCM ci impediscono di parteciparvi in presenza, pertanto sarà organizzata e potrà essere vissuta in modalità on line.
Come già comunicato nel calendario diocesano, vivremo il suddetto appuntamento formativo nei giorni 26 – 29 gennaio 2021 alle ore 18:00.
L’Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali insieme all’Ufficio Diocesano per la Pastorale farà sì che l’esperienza possa essere partecipata nel miglior modo possibile.

Anche quest’ anno sarà don Vito Mignozzi, presbitero della Diocesi di Castellaneta, Preside della Facoltà Teologica Pugliese, che ci accompagnerà ed aiuterà nel percorso di approfondimento del tema pastorale annuale: “Una sinodalità che assume la fragilità ed evangelizza la paura “.
Destinatari di questa iniziativa di formazione sono tutti i presbiteri, i diaconi, gli operatori pastorali e in particolare i membri dei Consigli Pastorali Parrocchiali e Vicariali, gli insegnanti di religione cattolica, i membri delle Associazioni e dei Movimenti presenti in Diocesi.
Questa modalità non in presenza non ci priverà della opportunità di vivere i gruppi di approfondimento. Pertanto l’Arcivescovo propone che i membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale e Affari Economici, insieme ai parroci, seguano nello stesso luogo le relazioni che terrà il relatore, e che, al termine delle quali, aiutati dalla scheda che ci preparerà lo stesso relatore, continuino a confrontarsi sul tema della serata.

Nell’augurare a tutti un buon anno 2021

Vi saluto cordialmente

don Piero Tundo

Vicario Episcopale per la Pastorale

 

Per collegarsi audio/video alla serata della Settimana Teologica occorre cliccare sul titolo della serata corrispondente qui sotto (es. Prima serata).

Oppure direttamente dai canali social diocesani  

 

Prima serata:

Preghiera introduttiva – Relazione don Vito Mignozzi – Scheda gruppi di confronto

 

Seconda serata:

Preghiera introduttiva – Relazione don Vito Mignozzi – Scheda gruppi di confronto

 

Terza serata:

Preghiera introduttiva – Relazione don Vito Mignozzi – Scheda gruppi di confronto

 

Quarta serata:

Preghiera introduttiva – Relazione don Vito Mignozzi – Scheda gruppi di confronto

 




Bando per il Servizio Civile Universale 2021

Il 21 dicembre 2020 il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale ha emanato un Bando volontari per la selezione di 46.891 giovani da impiegare in progetti di servizio civile in Italia e all’estero.
Caritas Italiana vede finanziati 82 progetti in Italia, per un totale di 605 posti, e 2 progetti all’estero per 8 posti. Tutti i progetti proposti dalla Caritas Italiana hanno una durata di 12 mesi.
Nella nostra Arcidiocesi i ragazzi del Servizio Civile faranno formazione, ascolto e azione nella mensa caritas di Brindisi e nei progetti diocesani.

La scadenza per le domande da parte dei giovani è fissata al 8 febbraio 2021 alle ore 14.00. Tutte le informazioni tecniche sul Bando sono disponibili sul sito del Servizio Civile.

#bando #servizio #scu #civile #caritas




Agli sposi e alle famiglie, “chiese domestiche”, dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni

lettera alle famiglie

Le profetiche parole di Isaia, carissimi, accompagnano oggi, più che mai, il nostro comune cammino di viandanti e pellegrini.
Abbiamo vissuto in famiglia e per la famiglia il Tempo forte dell’Avvento, aiutati dalla preghiera preparata dalle coppie della Commissione diocesana di Pastorale Familiare della
nostra Arcidiocesi; a loro il nostro più vivo ringraziamento!
La pandemia, ormai parte delle nostre giornate, sta segnando un tempo incerto fatto di
attese e speranze e, seppur smarriti, da cristiani non dobbiamo far prevalere in noi le tenebre e
l’oscurità, il buio e la rassegnazione.
Vivremo forse un Natale un po’ diverso dagli altri anni, ma non possiamo rassegnarci
accettando passivamente ciò che accade attorno rimanendo inermi. Sarà Natale se riusciremo
a glorificare Dio con la nostra vita; faremo Natale se, contemplando il Divino Infante, comprenderemo che “Egli, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua
uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso” (Fil 2, 6-7).
Il Bambino di Betlemme si offre nella nudità di una stalla ma con la ricchezza di un
cuore pronto a riempire i nostri vuoti, le nostre debolezze, le nostre fragilità. Per incontrarlo,
dunque, chiniamoci davanti a Lui e chiediamoGli, in una preghiera incessante, che vinca l’amore sull’odio, prevalga la cultura della pace sul sentimento del rancore; la difesa del piccolo
alla prepotenza del più forte.
Il poverello di Assisi ci sproni a fare nostre le sue parole della Preghiera semplice:
“[…] Dando, che si riceve; perdonando che si è perdonati; morendo che si risuscita a Vita
Eterna”.
Mentre l’Avvento ci ha fatto invocare l’attesa col grido di accorata speranza: “Maranathà, vieni Signore Gesù” oggi, Giovanni, nel Prologo del suo Vangelo, ci consegna la certezza
che “Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14).
Meraviglia e stupore accompagnano la divina Parola che, pur diversa dalle logiche mondane, la Chiesa col suo annuncio ci chiede di accoglierla, farla nostra con la testimonianza
della vita.
“Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia e con la bocca si fa la professione
di fede per avere la salvezza” (Rm 10,10).

Il Natale, dunque, apra davanti a noi un tempo di fiduciosa speranza perché si realizzi
la biblica promessa che ci ha accompagnati fin qui: “Si rallegrino il deserto e la terra arida,
esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le
è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saròn. Essi vedranno la gloria del
Signore, la magnificenza del nostro Dio” (Is 35, 1-2).
Quante povertà e solitudini; tristezze e delusioni; attese e speranze attendono di essere
colmate.
Lo sguardo innocente del Bambino di Betlemme e il misterioso intreccio che nasconde
la sua tenerezza, tocchi il cuore di ogni uomo di chi soffre e lotta; di chi piange e spera; di chi
si è abbandonato e rassegnato.
Incamminiamoci verso Betlemme, la casa del pane, per riempire le nostre sporte e per
saziare di Lui la nostra fame. “Procuratevi non il cibo che perisce, ma quello che dura per la
vita eterna, e che il Figlio dell’uomo vi darà” (Gv 6,27).
Con Sant’Efrem, a Natale, anche noi possiamo cantare: “Il giorno della tua nascita, o
Signore, è un tesoro destinato a soddisfare il debito comune, il debito dell’amore”.
Predisponiamo, dunque, il nostro cuore all’incontro con Lui, l’Atteso, il Messia. Egli
viene e, come ha promesso, “non tarderà”.
In questo Natale “particolare” ed “inedito” approfittiamo per fare silenzio dentro e attorno a noi così da poter ascoltare ed accogliere il Verbo della Vita, Parola fatta carne per noi.
Ci ricorda Papa Francesco che il Natale spesso è una festa rumorosa, chiassosa, dispersiva ed assordante; ci farà bene stare un po’ in silenzio per ascoltare la Voce dell’amore che ci
chiama ad un cammino di conversione interiore.
Mentre vi scriviamo il Santo Padre Francesco, con la Lettera Apostolica Patris corde –
col Cuore di padre – nel 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono
della Chiesa universale a partire dall’8 dicembre 2020, Solennità dell’Immacolata Concezione
per la durata di un anno, dona a tutta la Chiesa un anno dedicato a San Giuseppe: “Padre amato, padre nella tenerezza, padre nell’obbedienza, padre nell’accoglienza, padre dal coraggio
creativo, padre lavoratore, padre nell’ombra”.
Da qui la decisione della Penitenzieria Apostolica, in conformità al volere del Pontefice,
di concedere l’Indulgenza plenaria fino all’8 dicembre 2021 alle consuete condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Papa.
Recitare il Rosario in famiglia e tra fidanzati è uno dei modi per ottenere tale dono.
San Giuseppe è stato sposo di Maria, padre di Gesù e custode della famiglia di Nazareth,
lì è fiorita la sua vocazione. Facciamo nostro, dunque, l’invito della Penitenzieria Apostolica
alle famiglie cristiane perché ricreino “lo stesso clima di intima comunione, di amore e di
preghiera che si viveva nella Santa Famiglia”.
Come ufficio diocesano di pastorale familiare valuteremo le possibilità per vivere appieno questa “straordinaria” occasione di grazia che ci è concessa dal Papa.
Buon Natale, buon cammino di grazia!

 

don Giuseppe Pendinelli                                                                         Paolo e Alessandra Mola

Delegato Arcivescovile                                                                             Coppia Responsabile




Messaggio dell’Arcivescovo per il S.Natale 2020

 


IL DONO DELLA SPERANZA

Le festività natalizie quest’anno assumono contorni inediti: gli addobbi per la strada sembrano meno sfavillanti, la voglia di festeggiare è più contenuta e molti fratelli portano nel cuore la mestizia per le ristrettezze economiche o per aver perso i loro cari a causa della pandemia.
Quest’anno, forse, l’augurio più bello che possiamo scambiarci è quello della speranza. Ci sono due proverbi noti a tutti, «la speranza è l’ultima a morire» e «chi di speranza vive, disperato muore», che delineano alcune caratteristiche di questa virtù, ma in modo parziale. Tutto dipende da ciò su cui fondiamo la speranza. Sperare vuol dire essere vivi, affrontare con coraggio le difficoltà, guardare con realismo il presente per migliorare il futuro.
San Paolo, nella lettera a Tito, scrive (2, 11-13):

È apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini e ci
insegna a […] vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con
pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della
gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo.

L’Apostolo non descrive una speranza qualsiasi: chi cerca il potere, la fama e la ricchezza non trova gioia duratura, anzi spesso le persone che mirano a primeggiare sono le prime a essere tristi e isolate. Paolo parla di una «beata speranza», che si manifesta con la venuta di Dio in mezzo a noi. Nel mistero del Natale ci accostiamo a un quadro povero, umile e intimo, in cui mancano i fasti transitori dei regali, mentre si scorgono gli umili segni che danno la felicità: i pastori con le loro greggi, i Magi venuti dall’Oriente, ma soprattutto il silenzioso abbraccio di Maria e Giuseppe che vegliano sul Bambino. Nel silenzio di quella notte, a Betlemme, Gesù riceve la speranza che viene dall’amore familiare, ma a sua volta è proprio Lui, il Dio fatto uomo, a infondere la speranza che le povertà umane saranno trasformate dall’amore di Dio, che non passa mai.
La speranza è nutrita dall’umiltà e dalla gratuità. I pastori non portano nulla di materiale con sé, perché è Gesù il vero dono. In questi mesi davanti a noi si manifestano sempre più i drammi della povertà, ma è cresciuta anche la solidarietà. In molti casi sono stati proprio dei poveri a voler condividere qualcosa, anche se poco, con altri poveri; non è importante quanto si dà, ma la gioia e la carità che si cela nel dono. In questo Natale proviamo a donare la «beata speranza»: chi è solo venga accolto; chi ha sbagliato venga perdonato; chi si sente perso venga aiutato a perseguire nuove mete. L’attesa di un vaccino contro il virus SARS-CoV-2 non sia la nostra unica speranza. In questi mesi alimentiamo il senso di gratuità, l’unico antidoto contro l’individualismo e la sopraffazione.
Il nostro Natale sarà materialmente più sobrio, ma potremo dirci comunque beati e fiduciosi nel futuro. Ci visiti il Signore con la sua grazia.

+ Domenico Caliandro
Arcivescovo di Brindisi-Ostuni




Udienze e cancelleria durante le festività natalizie

Portineria, segreteria arcivescovile e cancelleria di Curia saranno aperti nei giorni:

Martedì 29 dicembre

Mercoledì 30 dicembre

Lunedì 4 gennaio

Gli altri uffici di curia resteranno chiusi fino alla ripresa di lunedì 11 gennaio 2021.




Professione religiosa di sr. Anna Nanni

Oggi pomeriggio alle 17,00 Sr. Anna Nanni ha pronunciato i voti presso la cappella delle monache Carmelitane del nostro monastero di Ostuni alla presenza dell’Arcivescovo.
È un momento di gioia e di esultanza per la Chiesa quando una delle sue figlie sceglie di consacrarsi totalmente a Dio entrando in un monastero di clausura.

sr. Anna, con la professione dei voti, cambia anche il nome che da oggi sarà Maria Paola di Gesù buon Pastore.




Chiamati a far nascere la speranza – Catechesi sul Natale

Il Centro diocesano vocazioni organizza una catechesi natalizia a sfondo vocazionale. L’incontro si potrà seguire su:
1) Google meet, facendo click su questo link: https://meet.google.com/gzj-dtoc-kco (con possibilità di intervenire in diretta; potranno avere accesso un numero massimo di 100 partecipanti)
2) YouTube: https://www.youtube.com/c/giovanievocazioni/