Sanificazione ambienti ecclesiastici. Nota CEI

Sanificazione degli ambienti ecclesiastici: attenzione ai materiali delicati!

Indicazioni dal MIBACT e dalla CEI

“È pervenuta dal MIBACT una segnalazione sul rischio di danneggiamento che si potrebbe verificarsi su alcune tipologie di materiali in seguito all’utilizzo di prodotti contenenti candeggina, sodio ipoclorito, che, in questo particolare momento di grande allarme, potrebbero essere utilizzati con il fine di sanificare gli ambienti ecclesiastici. Tali alterazioni potrebbero verificarsi, ad esempio sul bronzo, sui pigmenti (tipo azzurrite) e anche sui materiali lapidei.
Si invita pertanto a verificare che ci sia sempre la massima attenzione a trattare le superfici e gli oggetti da pulire e sanificare con prodotti che siano idonei al diverso tipo di materia da trattare”.

L’Ufficio diocesano per i Beni Culturali informa i parroci, gli Istituti culturali presenti sul territorio, le famiglie religiose presenti in Diocesi che non sono sedi di parrocchia e quanti a diverso titolo hanno responsabilità sui beni culturali.
Le Soprintendenze sono state invitate a prestare la massima collaborazione ai locali enti ecclesiastici in merito.

a cura del Segretario Ufficio Diocesano Beni Culturali e Arte Sacra




La “Chiesa domestica” in cammino col Risorto

Carissimi,
in fondo a questo articolo troverete tre file di un progetto realizzato dall’Ufficio Comunicazioni Sociali insieme ad altri Uffici nazionali della CEI.

Si tratta di tre sussidi per aiutare le famiglie in un percorso di preghiera settimanale che parte dal Vangelo della domenica.

Destinatari: famiglie, bambini e giovani.

Il tutto sarà accompagnato da una comunicazione virale per parlarne tutta la settimana con azioni differenziate sul sito www.chiciseparera.it

chiesadomestica

chiesadomesticabambini

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57a Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Il 3 maggio si celebra la 57° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Ecco alcune proposte per pregare il Signore che susciti e accompagni ogni vocazione nella Chiesa e per il mondo.
01 – Traccia di preghiera con attività e segno per famiglie
02 – Traccia di preghiera per le comunità religiose
03 – Traccia di preghiera per situazioni dove sono presenti anziani o malati
Messa_giornata_vocazioni_Brindisi_2020
Adorazione_vocazioni_ove_maggio_2020
messaggio papa gmpv2020
#chiciseparera



Auguri pasquali dell’ufficio diocesano di pastorale familiare alle famiglie della Diocesi




Messaggio alle Confraternite

Quaresima 2020

Ai Sigg. Membri della Consulta Diocesana

Ai Preg.mi Sigg. Priori/e

Ai  Confratelli e Consorelle

Ai Rev.mi Padri Spirituali

delle Confraternite Diocesane

Proprie Sedi

​​​​​p.c.    

​​​​​​S. Ecc.za Mons. Domenico CALIANDRO Arcivescovo 

Mons. Fabio CIOLLARO Vicario Generale

Proprie Sedi

Oggetto: Messaggio per la Quaresima – Pasqua 2020

Cari Confratelli e Consorelle, amato Popolo Confraternale, salute e pace a voi.

La situazione irreale che stiamo vivendo non ci ha permesso in questa Quaresima  di incontrarci come avveniva negli anni scorsi, per stimolarci vicendevolmente a vivere intensamente e bene questo Tempo Santo che ci inizia alla Pasqua; non mi è stato nemmeno possibile visitarvi nei vari sodalizi per animare e armonizzare il nostro vivere confraternale. Negli Anni passati in questi giorni eravamo occupati per preparare e organizzare al meglio i Riti della Settimana Santa, quest’anno purtroppo tutto ciò non è possibile.

E’ vero, in questa Quaresima siamo smarriti, pensieri e sentimenti foschi si stagliano dinanzi a noi, ci sentiamo sfiduciati e pieni di tristezza. Con l’autore del Salmo 42 così ci rivolgiamo a Dio:

Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.

L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre:«Dov’è il tuo Dio?».

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: attraverso la folla avanzarono tra i primi fino alla casa di Dio, in mezzo ai canti di gioia di una moltitudine in festa( Cfr.Sal 42, 2-5).

Dobbiamo rassegnarci? No, cari Confratelli e Consorelle, no!

Non possiamo rassegnarci al niente.

Anche quest’anno la preparazione alla Pasqua deve esserci, anzi deve essere più precisa e puntuale, più Spirituale, mettendo al centro del nostro essere Gesù Cristo il Salvatore, pregato, amato e contemplato nei suoi divini misteri, insieme a Maria SS.ma Sua e Nostra Dolcissima Madre.

In quasi duemila anni di storia, la Chiesa – Popolo santo di Dio ha vissuto tante situazioni difficili e sempre le ha superate confidando in “Colui che tutto opera efficacemente…” (Ef 1,11).

Come in passato, anche noi oggi siamo invitati a leggere la storia con occhio sapienziale per comprendere ciò che Dio vuole dirci, perché anche da questa situazione drammatica possiamo trarne insegnamento. Attingendo alla nostra esperienza viva nella tradizione Ecclesiale, viene in mente la situazione terribile in cui si trovò la Chiesa nel XVI secolo, sotto il Pontificato di S. Pio V.

Il Santo Pontefice, dinanzi a unaumanamente parlandosicura sconfitta dell’Armata Cristiana che confliggeva contro i turchi nel Mar Mediterraneo, pensò bene di non fermarsi alle sole mediazioni politiche e diplomatiche, ma rivolse la Sua richiesta orante all’Onnipotente per Grazia (così S. Bernardo definisce la Madre di Dio) la Vergine Maria, perché – con la Sua Materna intercessione – Dio fermasse l’avanzata turca verso l’Occidente.

Il Papa invitò le Confraternite Romane a implorare con la preghiera del S. Rosario la Vittoria. L’appello fu prontamente accolto; e mentre una preghiera corale saliva a Dio dal Suo Popolo supplicante, a mezzogiorno una locuzione interiore confermava al Papa: Caelitus Victoria”(dal cielo la Vittoria); le armate cristiane, nonostante fossero numericamente inferiori della flotta turca, la sconfissero. Erano le 12.00, mezzogiorno di Domenica 7 Ottobre 1571, il suono delle campane fu per la città di Roma e per il mondo il segno dell’avvenuto miracolo, (da allora le campane continuano a suonare a mezzogiorno).

Bene se ciò accadde allora perché non può ripetersi ai nostri giorni?

Cari Confratelli e Consorelle, tutti  insieme siamo un popolo. In questa Quaresima e forse anche in questa Pasqua, non ci saranno permesse le nostre manifestazioni di pietà popolare, probabilmente non potremo, indossato l’Abito Confraternale, portare in Processione per le strade i nostri Venerati Simulacri, non potremo far sventolare alla brezza primaverile i nostri Labari, ma una cosa certamente non può esserci negata: la Preghiera!

Amato Popolo Confraternale, pieghiamo le ginocchia e imploriamo la Grazia della Vittoria contro questo nemico insidioso e invisibile con un rimedio efficacissimo: la preghiera tanto cara a Maria SS.ma il “S. Rosario”.

Su molti balconi  e finestre in questi giorni si legge: “andrà tutto bene”!

Si, anche noi lo crediamo, fondando però questa certa speranza nel Signore Buono e Misericordioso, che è con noi anche nell’ora della prova e non ci lascia mai soli.

Confratelli e Consorelle, siamo concordi nell’offerta a Dio, del sacrificio di soave odore della nostra fervente preghiera, attraverso la mediazione di Maria SS.ma Addolorata la cui Memoria (il Venerdi di Passione), ci introduce alla Grande e Santa Settimana.

Tutti noi membri delle Confraternite, stando a casa emagari coinvolgendo i propri familiari, eleviamo insistenti al cielo le nostre imploranti richieste, facendolo con fede e devozione e ricordando che Gesù ci dice: “se avrete fede pari a un granellino di senape, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà, e niente vi sarà impossibile” (Cfr Mt, 17,20). Anche la Madonna ci esorta – come ai servi di Cana: Fate quello che vi dirà(Cfr. Gv 2,5). La nostra Fede alla luce di tutto ciò cari Confratelli e Consorelle ci conferma che: nulla è impossibile a Dio” (Cfr. Lc 1,37).

Crediamoci e confidiamo in Lui, non ci deluderà e ci donerà ciò che giova al nostre vero bene.

Intercedente Maria SS.ma nostra Celeste Patrona, invoco su voi e le vostre famiglie la Benedizione.

don Tony FALCONE

Direttore Diocesano




Vademecum per lo streaming

Messa, Catechesi, Rosario, Via Crucis, Benedizioni…tutto rigorosamente in diretta streaming (Streaming: “un flusso di dati audio/video trasmessi da una sorgente a una o più destinazioni tramite una rete telematica. Questi dati vengono riprodotti man mano che arrivano a destinazione”). Tra i pochi pregi del COVID-19 c’è quello di aver portato improvvisamente in luce l’esigenza e la preziosità pastorale dell’Animatore della Comunicazione. Quando tutto, o quasi, si è fermato nelle nostre parrocchie, l’animatore della comunicazione (già istituito o improvvisato) ha sviluppato la sua azione, uscendo di casa e prestandosi a dare voce ai nostri pastori perché giungesse alla comunità la loro voce e presenza. E questo dovrebbe rendere più chiara questa figura centrale nella pastorale e non solo ai tempi del coronavirus. Non chiamiamoli operatori o tecnici, ma riconosciamo il ruolo decisivo dell’Animatore della Comunicazione.

Tante le iniziative pubblicate sui social in questo periodo. Alcune pensate e di qualità, altre improvvisate, pur se in buona fede. Se queste possibilità di annuncio sono state rese possibili in tempo di pandemia, perché non valorizzarle (in misura diversa) in tempo ordinario?

In attesa di poter tornare a riflettere in maniera più sistematica per valorizzare pastoralmente i new media, e non solo in tempo di emergenza, l’Ufficio Comunicazioni Sociali offre questo vademecum realizzato con suggerimenti e spunti trovati in rete, il quale merita una lettura.

Ogni media digitale, quando è usato in modo istituzionale (es. nome parrocchia) coinvolge la parrocchia in molteplici aspetti. Non va pertanto pensato in modo personale arbitrario, ma va inserito all’interno della pianificazione pensata, per evitare sovrapposizioni, dispendio di energie, e improvvisazioni.

Ecco alcune brevi indicazioni:

  1. Cosa facciamo?
    • Il parroco con i suoi collaboratori e l’animatore della comunicazione possono pianificare le iniziative pastorali che, in questo periodo, possono essere messe in atto per non interrompere l’azione pastorale: Messa in diretta streaming, altri momenti di preghiera (Rosario, Liturgia delle ore…), brevi incontri con i gruppi in videochat, videomessaggi da inviare ai parrocchiani… Non c’è da esibirsi o esaltarsi narcisisticamente, quindi anche in questa tipologia di azione ci sia massima sobrietà e discrezione. Sottolineiamo che la Messa ha un valore spirituale se partecipata in diretta, non in differita.
  1. A chi ci rivolgiamo?
    • Deve essere chiaro chi sono i destinatari della nostra attività comunicativa. Se la Messa è per tutti, altri momenti possono essere differenziati e calibrati per destinatari diversi; in particolare non si lascino esclusi coloro che non accedono alla rete (anziani, ammalati…) ai quali resta lo strumento televisivo con la ricca programmazione che le emittenti cattoliche (TV2000, Tele Dehon, Tele radio Padre Pio…) non fanno mancare. A questo si potrebbe aggiungere una telefonata di tanto in tanto, da parte del parroco o altro animatore, soprattutto a chi sappiamo meno circondato da parenti.
  1. Quali piattaforme utilizziamo?

I diversi canali comunicativi non sono equivalenti per tipologia e per destinatari:

  • Messa, Rosario, Liturgie…: diretta streaming sulla pagina Facebook o sul canale Youtube della parrocchia, non sul profilo del parroco o di altri enti terzi, evitando pubblicità; importante, per chi lo ha attivato, condividere le dirette sul sito ufficiale della parrocchia.
  • Brevi incontri con i gruppi: è possibile farli (come in tanti già fanno) su piattaforme gratuite quali Zoom, Skype, GSuite… Consentono di “incontrarsi” e poter dialogare pur vedendosi attraverso lo schermo.
  • Messaggi testuali o video: è possibile utilizzare la messaggistica di Whatsapp (che richiede i numeri di telefono dei destinatari) oppure attivare un canale Telegram (a cui ci si può iscrivere autonomamente, senza dover dare il proprio numero) oppure post e dirette su Instagram.
  1. Innanzitutto: la connessione!
    • È il requisito prioritario prima di ogni altra esigenza. Occorre verificare se nel luogo della celebrazione esista una rete wifi (evidentemente di cui è già dotata la parrocchia) e se nella posizione in cui si intende collocare il telefono ci sia ottima connessione, altrimenti meglio non farla. A tale proposito ricordiamo di attivare la modalità aereo sullo smartphone e di abilitare solo il WIFI (per evitare che durante la trasmissione il cellulare inizi a squillare!). Esistono strumenti che possono “amplificare” la connessione dall’ufficio parrocchiale (o dove è posizionato il modem) all’aula liturgica: es. Powerline a costi accessibili.
    • Se questo non è possibile si dovrà utilizzare la rete dati del telefono, verificando (nei giorni prima delle celebrazioni) che il telefono abbia un’adeguata ricezione col proprio gestore telefonico, oppure sostituire la scheda utilizzando un gestore con maggiore campo. È sempre necessario fare alcune prove in tempi adeguati.

  1. Come fare una diretta?

Ci sono due modi per fare una diretta sui social.

  • La più semplice, con uno smartphone o con un tablet con fotocamera di discreta qualità, utilizzato in posizione orizzontale. Ad oggi il social più immediato è Facebook, sulla pagina della parrocchia (eventualmente da attivare; l’UCS può fornire un tutorial per come attivare la pagina Facebook istituzionale).
    Differentemente su Instagram il telefono deve essere posizionato in verticale.
  • Più articolato è l’utilizzo di software esterni per lo streaming, per esempio Open Broadcaster Software | OBS (obsproject.com) che permettono anche di usufruire di una regia e di poter utilizzare una reflex o una videocamera per la diretta. Tale soluzione richiede alcune competenze che non è possibile descrivere in questo vademecum. Esistono video tutorial su Youtube, ma non è indispensabile per offrire un servizio semplice ed efficace.
  1. L’inquadratura
    • Occorre posizionarsi di fronte all’altare (se si tratta della Messa) o al tavolo (se si tratta di conferenza o altro) facendo in modo di non mettersi contro la luce e che l’obiettivo da inquadrare sia ben illuminato. È necessario dotarsi di un cavalletto da terra o un treppiedi da tavolo per mantenere fisso il telefono, ma avere anche la possibilità di ruotarlo per seguire alcuni movimenti del celebrante e di chi partecipa. Importante poter inquadrare tutto lo spazio liturgico (altare, ambone…). Conviene collegare il telefono all’alimentazione o comunque garantirsi di avere la batteria carica che duri per il tempo necessario (facendo i video, la batteria si esaurisce più velocemente). Con lente e leggere rotazioni laterali potrà essere inquadrata la cerimonia e coloro che parlano, oppure un segno o un quadro o una statua. Non effettuare zoomate per evitare di sgranare l’immagine e perdere qualità nella ripresa. Meglio posizionarsi più vicino all’area di interesse.
  1. L’audio
    • L’audio degli smartphone o del tablet è di solito sensibile, ma in un ambiente vuoto si rischia di sentire l’eco o un fastidioso rumore di fondo; in tal caso si può ovviare in due modi:
      • Collocandosi con lo smartphone o tablet quanto più vicino all’altoparlante da cui “esce” la voce di chi parla, preferendo una inquadratura in diagonale rispetto all’altare;
      • Utilizzando un microfono aggiuntivo al telefono (anche gli auricolari Bluetooth possono andare bene), con jack (spinotto) da “tre e mezzo”. Ovviamente va prima provato perché non tutti i microfoni funzionano su tutti gli smartphone o tablet. In tal caso è bene acquistare anche una prolunga così si ha più libertà di movimento nello spazio di azione.
  1. La privacy e norme di sicurezza
    • Che sia la Messa o altra attività, è doveroso precisare a chi viene ripreso in diretta (sacerdote, ministrante, animatore, cantore, relatore…) che si tratta di una trasmissione e che quindi sarà pubblicata in rete e visibile a tutti. Quindi che sia dato il consenso. In ogni attività siano assolutamente osservate le norme di comportamento governative (numero di persone presenti, distanza, dispositivi individuali…)
  1. L’annuncio
    • Sia data ampia comunicazione della diretta in tutti i modi possibili, quale appuntamento della Comunità al quale prepararsi adeguatamente. Anche con tam tam fatti a mezzo servizi di messaggistica (Whatsapp, SMS, Telegram…)
  1. Preparazione e Partecipazione
    • Se per chi trasmette è doveroso prepararsi per tempo facendo ogni prova, anche chi assiste da casa dovrà adeguatamente prepararsi, sospendendo ogni attività domestica e ponendosi in modo composto con la famiglia dinanzi allo strumento di ricezione in casa (smartphone o tablet o PC), magari anche attraverso segno che richiami la nostra fede, quale una candela… La diretta sia avviata almeno 5 minuti prima dell’inizio in modo che si possa trasmettere il link ai destinatari e prima di iniziare l’animatore o il parroco, dica alcune parole semplici di saluto e di predisposizione alla Messa, anche raccogliendo intenzioni di preghiera. Nel caso della Messa è veramente inopportuno “commentare” sul social o pubblicare emoticon, quasi come forma di protagonismo. Queste disturbano il clima di concentrazione degli altri. Magari a fine Messa sarebbe più opportuno, ma non durante.

Di seguito un ulteriore decalogo elaborato più in generale dall’Ufficio Comunicazioni sociali nazionale:
Messa_Tv_streaming

L’Ufficio Comunicazioni Sociali assicura, come sempre e nei limiti di movimento consentiti, un supporto in termini di consigli.




#Askyoursense I nostri 5 (+1) sensi per vivere la GMG 2020

La Pastorale giovanile diocesana, nonostante le limitazioni imposte dall’emergenza Coronavirus, prova a non fermarsi proponendo un percorso alternativo attraverso l’uso dei 5 sensi (+1).

“Ció che sta creando un senso di smarrimento e di vuoto, in questo tempo di pandemia, è soprattutto la mancanza della relazione con l’altro, la quale si esprime in particolare attraverso quel contatto reale che oggi ci è negato. Questo contatto si attiva attraverso i nostri sensi.” scrive il delegato diocesano, don Giorgio Nacci.

Gli obiettivi da raggiungere sono ambiziosi:

– aiutare i giovani a narrare come stanno in questo tempo di mancanza e di vuoto relazionale attraverso una riflessione sull’uso dei 5 (+1) sensi;
– sviluppare una lettura di quanto avviene nella propria vita in questo tempo particolare alla luce della fede e del messaggio contenuto nell’icona evangelica scelta per la GMG 2020;
– continuare a sentirsi Chiesa nella nostra diocesi, anche alla luce delle relazioni vissute e sperimentate durante l’esperienza della MG19, anche con le scuole.

Attraverso i social media i giovani saranno invitati a riflettere sui 5 (+1) sensi e sul messaggio di papa Francesco per la 35a GMG. Il percorso si articolerà in 6 tappe, una per ogni senso. Ciascuna tappa, a sua volta, sarà strutturata in 3 proposte che coinvolgeranno i gruppi giovani/giovanissimi della diocesi e gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado:
– un video introduttivo sul senso.
– la possibilità di continuare a raccontare o a riflettere sul tema del video attraverso i social media (storie Ig, commenti su post di Fb, anche con challenge).
– una diretta su Zomm meeting in cui invitiamo i giovani a chiacchierare con qualche “esperto” sul tema di quella tappa. Gli altri giovani potranno interagire attraverso la piattaforma in tempo reale, facendo riflessioni o domande.

Il progetto sarà lanciato da un video realizzato dalla PG diocesana che spiega la proposta e da il primo appuntamento.

Partenza prevista il 4 aprile.

Stay tuned!

 #chiciseparera

 




Un decalogo di speranza e vita proposto da AC e Caritas diocesana

 #chiciseparera




Celebrazione Eucaristica trasmessa in streaming

Domenica 15 marzo alle 10,00 l’Arcivescovo, mons. Domenico Caliandro presiederà l’Eucaristia in Cattedrale.
Questa verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.
Nell’occasione, durante l’omelia, si rivolgerà particolarmente agli ammalati colpiti  dal Covid-19, agli operatori sanitari tutti impegnati in questo  difficile momento, alle forze dell’ordine e agli amministratori, così come ai fedeli tutti per far sentire anche la propria vicinanza di Pastore.

Si invitano i presbiteri a tener conto dell’orario perché non si sovrappongano, anche nelle domeniche successive, Celebrazioni Eucaristiche trasmesse in contemporanea.

 




IL PIANETA CHE SPERIAMO. Ambiente, lavoro e futuro. #Tuttoèconnesso

Giovedì 6 febbraio ore 17.00 presso le Scuole Pie di Brindisi – in via Tarantini a pochi passi dalla Basilica Cattedrale – ambiente, lavoro e futuro del territorio e del pianeta saranno al centro di un incontro dal titolo «Il Pianeta che speriamo. #Tuttoèconnesso».
L’iniziativa è promossa dalla Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni – Ufficio di Pastorale Sociale ed equipe del Progetto Policoro – vedrà l’intervento di tre rappresentanti di primissimo piano del mondo cattolico e sociale: don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio dei problemi sociali e il lavoro della Conferenza Episcopale Italiana; Angelo Colombini, segretario confederale nazionale CISL con delega ai settori ambiente ed energia e Savino Muraglia, presidente regionale Coldiretti Puglia.
Nel titolo il richiamo alla prossima Settimana sociale dei Cattolici Italiani che indica uno stile di coinvolgimento reale e locale.
Non un altro evento ma una «inizia-tiva» che possa dare «inizio» ad un percorso di coinvolgimento partecipato con l’intero territorio al fine di far emergere le buone pratiche ed i nodi problematici ancora da affrontare, riconoscendo le competenze e le conoscenze di quanti sono pronti ad «immischiarsi» per uno sviluppo integrale sostenibile.
Per il nostro territorio sarà una occasione privilegiata perché da questi temi si riprenda un cammino di dialogo che possa costruire ponti dove ci sono muri e possa guidare alla ricerca della verità evitando opinioni radicali ed estreme.
«Le tematiche in oggetto e ancor più il percorso che si intende attivare necessita di un impegno corale di tutti per dare una risposta ad un fatto vitale che riguarda ciascuno di noi. Ascoltare e promuovere la partecipazione di tutti è un elemento qualificante che richiede in primo luogo il gusto del fare strada insieme, di stringere relazioni significative. Dal desiderio di dialogo, sincero ed ospitale, dal bisogno di approfondire le questioni nella loro complessità, nasce il bisogno di custodire spazi ampi di confronto dialettico, luoghi in cui re-imparare ad argomentare e supportare giudizi e valutazioni sapendo utilizzare al meglio l’apporto che viene dai saperi e dalla ricerca scientifica, orientandosi criticamente nel diluvio informazionale che spesso caratterizza la nostra cultura contemporanea». Papa Francesco ci sprona a comprendere che «si tratta di privilegiare le azioni che generano nuovi dinamismi nella società e coinvolgono altre persone e gruppi che le porteranno avanti, finché fruttifichino in importanti avvenimenti storici. Senza ansietà, però con convinzioni chiare e tenaci».
Azioni che si declinano sul territorio affrontando contestualmente Lavoro-Ambiente-Salute-Sicurezza. #Tuttoèconnesso.
Per queste ragioni tutti, in ogni ruolo e posizione, sono invitati a partecipare a questo momento di riflessione dove poter ritrovare chiavi di lettura per dar vita ad un cammino condiviso. Ḕ un invito aperto a tutti ed allo stesso tempo un accorato APPELLO a cui tanti possano rispondere con il proprio “Presente”, che dica l’esserci in modo attivo nell’oggi della Storia del nostro meraviglioso territorio.